Aube

lunedì, aprile 05, 2004

Rocco Scotellaro (fonte: un mensile delle mie parti; un testo Solari-Getto)

Nato. Nella provincia. Del 1923. Tricarico/Matera. Aveva studiato anche. Nessuno nella nostra città. L’intitolazione di una via: giovanissimo Scotellaro. delle sofferenze.
Iscrittosi subito. Alle lotte. Venne riconosciuta la sua. Innocenza.
Si dedicò. Incontaminata. Dai suoi avversari. Alla difficile condizione.
In carcere concepì il disegno. Incompiuto:l’uva puttanella. Preziosa. Muore. improvvisa. L’interessamento degli amici. Innamorato. Coraggioso. Piegarsi alle severe.
Santa Croce. Il serafico Convitto. Cava de’ Tirreni. Trento. L’inquieto. Il brillante. Alle antifasciste. Intenso. Di emergenza. Socialista. E sembrava rinvigorire. Atavica. Densa. Un’opera. D’indignazione. Favolosa.
Nel 1947. simbolo. Profondamente. In Basilicata. Legato: L’immobilismo. L’origine. Si susseguono. La vecchia. Concussione. La classe dirigente. Delitto. Di liberazione politica.
L’analfabetismo. Commissionato. Problema igienico. Alle elezioni di maggio. E. Amelia Rosselli. E. Un viaggio in Calabria per verificare sul posto. Creare uno SPAZIO REALE di alternativa democratica: stroncato. L’opera incompiuta. L’opera stroncata. La sua attività. Muore. A Portici. Non aveva ancora trent’anni. (“il nostro vento disperato”) Oh. “L’alba è nuova, è nuova”.

Oscar Fingal 16
O’ Flahertie Wills Ottobre
Wilde 1854.
Nacque a Dublino. Presso William il dedito ed il leggero. E Jane Francesca Elgee (Melmoth the wanderer). Oscar. Fece il giornalista a Londra. Morì nel 1889. Oscar. Morì bambina. (requiescat). Con scritti firmati “Speranza”. Fu allevato nella. Causa dell’irredentismo. Latinista e grecista. Qui. Dove si distinse. Fu sensibile. Brillante. Vinse. Il fascino misterioso dei suoi riti. In the History of the Reinassance.
Eccellente. Con una laurea. Di squisite emozioni. Con una piccola reputazione di poeta. Con l’ambito premio Newdigate: stabilitosi a Londra. Si autoproclamò. Alacre vita. Di pose.
Pall Mall Gazette. Revue dramatique. E. La sua casa fu celebre a Londra. The House, The House of pomegranates e il famoso Picture of.
Sposò Constance Lloyd. Dove nacquero. Cyril e Vyvyan. Assunse il meglio. Un tenore. Estremamente lussuosa.
1891 di scandalo: grazie ad un patto magico. Un ritratto. S’incarica di registrare i vizi. In vece del suo volto. Culto. turbato. Dorian sente il dolore.il volto vivo e perfetto. Una duplice vita. E CADE. Come se avesse…E i servi accorsi…. Del loro padrone bellissimo….un pugnale nel cuore.
-“Dorian Gray salì sulla piattaforma con l'aria di un giovane martire greco e rivolse un leggero moto di disappunto a lord Henry per il quale provava già un notevole interesse”.-
Al trentaquattresimo. La fama. è universale.
Lady Windermere’s fan. , A woman of no, An Ideal Husband, The importance of being.
E sodale di Wilde Lord Douglas. Da anni e sempre più apertamente. Andava componendo. Il culmine. Che avrebbe reso perfetto. Il capolavoro. O. la propria vita.

Queensberry! Charged for Slander! Wilde ends up charged! Adeste, fideles! Adeste! Il Re è invertito!! Ruota da mola!!I figli sottratti alla tutela!

(Fu un colpo così terribile che non sapevo cosa fare, così mi buttai in ginocchio, chinai la testa, piansi e dissi: “il corpo di un bimbo è come il corpo del Signore: non sono degno dell’uno né dell’altro”)

“il corpo di un bimbo è come il corpo del Signore”
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

“non sono degno dell’uno né dell’altro”

Laudato si', mi Signore,
“non sono degno” (Et ellu è bellu e radiante)
per frate Focu,.
per lo quale ennallumini la nocte:
“non sono degno”
“dell’uno né dell’altro”
ed ello è BELLO et IOCUNDO et ROBUSTOSO et FORTE.

Morì di meningite in un modesto albergo parigino.
Ma in novembre peggiorò. Il 29 fu battezzato. Nel pomeriggio del 30 morì.
Sotto falso nome e, poco prima della morte, avvenuta per meningite nel millenovecento.

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mercoledì, marzo 17, 2004

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lunedì, dicembre 15, 2003

Fedor Michailovic Dostoevskij (fonte: Einaudi)
La vita. Discendeva. Da un antico ceppo lituano. Il 30 ottobre 1821; l’ala destra dell’ospedale Mariinskij, la primavera, l’anno successivo, aggregata all’ospedale.
È iscritto nel libro d’oro. L’attesa. Lo scrittore si riteneva. Gli esami di ingegneria. All’annuncio della morte, Il padre muore ucciso. 1839. Padre. Epilessia.
Legge al fratello. È ammesso. È promosso dà le dimissioni. Si ritira.
Il 30 settembre scrive al fratello Michail: l’ampiezza di Eugenie Grandet…. Il loro entusiasmo: e a novembre, in una notte. Il primo forte attacco. Male per tutta la vita.
Pubblica (“un intero attimo di felicità-è forse poco fosse anche esso il solo in tutta la vita di un uomo?”). alle quattro del mattino, la fortezza di Pietro e Paolo. Arrestato. Rinchiuso. E’ condannato a morte (“Voglio vivere e vivrò”). Nicola commuta. Per la Siberia.
Decabrista Decabrista Decabrista un dono, un esemplare del Vangelo. Sposa. 1849-1854 uscito dall’ergastolo deve scontare. Servire. Soldato semplice. Per ottenere, abbandonare, pubblicare. Supplica. Appoggio. Grazia. Concessa. Di potersi stabilire a PIETROBURGO. se, peraltro, saranno tolte le espressioni sconce.
Riacquista il diritto di leggere e scrivere.
Accesa. Francia Inghilterra Germania, Svizzera Italia Russia. Nell’inverno, Apollinaria Prokof’evna Suslova. Viaggiano in Italia. Moglie gravemente ammalata.
Marija Dmitrievna Dostoevskaja. Muore. Senza alcun compenso.
. E alle sette di sera sposa. Delitto e castigo.( Sonja “davanti a tutta la sofferenza umana”). E nell’estate. E nel maggio: a Baden con Turgenev. In caso di ritorno. La polizia segreta. Fedor Dostoevskij. L’Idiota. dovrà essere accuratamente. Arrestato.
Fedor gioca Fedor perde tutto. Nel novembre giungono. Nel luglio lasciano. Fino all’estate del ’71. dove trascorreranno. Il compimento. 3500 esemplari. A causa della precaria salute. Lascia il posto. Interamente. Continua fino al ’77. Annuncia un grande romanzo (“Sarete sempre una ferita nella mia anima, Mitja”). A maggio. In luglio. E le sue condizioni di salute difficilmente gli permetteranno. Sotto la presidenza di Victor Hugo. Fedor. Dostoevskij. è assente.
Ma celebra Puskin. E. Suscitando, alle 8 e38 minuti della sera, Fedor muore. Nel gennaio 1881. (“Lorsignori ridano pure di me quanto e come vogliono: accetterò tutte le vostre beffe eppure non andrò in giro a dire che sono sazio quando invece ho fame”)

Giovanni Pascoli (fonte: il celebre libro di letteratura italiana del liceo, Paravia). (patchwork eseguito ascoltando ‘english summer rain’ dei placebo).
1855: Giovanni nacque da. Una condizione. Da piccola borghesia .Da una famiglia. Nacque. Dal. Fattore della tenuta. Da ben dieci figli. La vita sconvolta. A fucilate. Probabilmente aspirava. Al. Dieci agosto. Mentre tornava a casa. Profondamente. Fu ucciso. Un senso. Bruciante.
Ingiustizia. (‘egli immobile, attonito, addita/ le bambole al cielo lontano’)
Al primo lutto (‘finissimi sistri d’argento’). La madre. La sorella. Luigi. Giacomo. Impressionante. Lavoro.
Sin dal 1862 era entrato. Dove ricevette. Rigorosa. Generosità. Dove. Potè. Terminò. Nel ’73. brillante. Negli anni universitari. Subì. Fascino.
Dell’ideologia.
Partecipò. Contro. Fu arrestato. Trascorrere. L’esperienza. Per venire alla fine assolto. Trascorrere. Il distacco dalla politica militante. Ripudio del principio. E propugnava.
Chiamò a vivere. Ida e Mariù. Che. Avevano distrutto. Entro le pareti del nido: La fragilità. La protezione. La struttura psicologica. Si unisce. Irto. Il ricordo dei morti. Inibendo. Per eccellenza. Quel rapporto dove si misura. La pienezza. Casta. Lo struggente. Spezzato. Sogno.
Forme. Dello. Strazio.
Attrazione (‘si chiudono i petali/ un poco gualciti’) Ripugnanza. come un tradimento. una profanazione. con vere manifestazioni. Per penetrare il mondo. d’avvio. L’esperienza fantastica. Del candore. Inquietante. dove. Trascorreva. Lunghi periodi.
La vita del professore. Esterni. Senza scosse. In realtà. Presenza. Ossessiva della morte.
Intanto. Aveva ottenuto. Quindi passò. Infine subentrò al suo maestro. Aveva pubblicato: Pascoli. consacrandosi. Per ben dodici anni. Squisito. Poeta schivo. Pascoli espleta. Pascoli si affianca. Vate. Delle realtà più dimesse. Poeta. Ormai minato. Dal male. Allo stomaco. Per le cure. Per. Un cancro. si spense(ro) il 6 aprile. Millenovecentododici. Occhi vergini e stupiti. (‘Stava senza timore e senza festa,/ e senza inverni e senza primavere,/ quella; cui non avrebbe la tempesta/ tolto che foglie, nate per cadere’)

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lunedì, dicembre 01, 2003

Senza aggiungere di mio, ho scremato biografie. (come mai le azioni degli altri tendano a devastarmi, riunite in una lista)

Pier Paolo Pasolini (fonte, biografia garzanti)
Nato (Bologna). “andavo ancora d’accordo con mio padre”. Dedicherà versi sconvolgenti. Conflitto edipico. Trasferimenti. Frequentò. Studiò. Si rifugia. Pubblica. È soldato. Fugge. Il morto giovanetto. Dissensi-laurea-insegna. Vero amore. Indicherà. Annuncerà. “E’ il problema di tutto il mondo contadino, almeno nel Centro-Sud”. Ha scritto. Un ragazzo confessasse; la vita impossibile. Visse. Piazza Costaguti. Ponte Mammolo. Via Fonteiana. Era intanto riuscito. Potrà lavorare. Il trasferirsi (decoro borghese). La meglio gioventù. Aveva pubblicato. Lavora. Subì un processo per. Si conferma. “perché ci disprezzava”. Pubblica. Gli anni non hanno tolto nulla. Ogni suo tentativo. Feroce bellezza. Scopre nel cinema. Completa. Ne fissa in. Realizza. Maggiori registi. Si crea. La religione del mio tempo. Eros doloroso. Aveva intensificato. È stato. Si attirò. L’affidarsi indifeso. Impudicizia vocazione al martirio. Additato. Intervenne. All’alba. Viene trovato. Era ben noto. La furia esercitata. Agguerrita. Spirito attento ad ogni cosa umana.

Iacopo Da Todi (fonte:biografia scritta da Sapegno, ovvero il testo giallastro appartenuto a mia madre)
La vita vera. Si convertì. Gli morì per il cascar: danze ad una festa di nozze. Toltile i vestimenti ornati. Ritrovò un aspro cilizio. Molto de ciò meravigliato. Quella che a noi sola importa. Exercetava l’arte dela procura. Avvolto. Nelle miserie. Superbo. Nato in compagnia di molte sofferenze e dolori. Alla scuola. Busse e frustate. E spesso fiate-era strascinato- e calpestato-com’uva entinata. Comincia a dar nuovi. Dissipando. Apparire cortese. Apparire elegante. L’argento che è nella Siria. Crepava a dolore. Teme. Aumenta. Si muta. E solo ci possiamo immaginare. Nell’anno del Signore 1296. fra dotti giustificati e legittimi. Infocato. Inebriato. Ad enlumenare quelli che vanno per le vie. Per estupende et meraviglioso modo. E s’era ritratto nel recinto. Sente rifluire. Si compie. Che aveva tentato di sottrarsi. Le angosce faticose. I tristi sforzi. Dovette apparire. Reciso contrasto. Trattenendolo. Impacciandolo incapace. Di voli. Tale dovette apparirgli. “enferno era l’anima heri”. Stanza di tutti i vizi. Non in commessationibus. Contemplazione di un cadavere. Così malamente spesi. Rinfrangersi. In larghi spazi di ombre. Et pigliò per vestimento uno certo habito romito secome un bizocone. Bizocone. Et depose. Et parte del tempo villipendendo. Como un ensensato. Fore d’onne via rassionevole. La oppenione del mondo. Massima stoltizia. La singolare pazzia. La santa pazzia. Chiudere gli occhi. “ella, pensando ch’io male avesse/ che non me moresse- tutta tremava;/ era besogno che lume accendesse/e me scopresse-e poi me mirava/ e non trovava-nulla sembianza/ de mia lamentanza-perché fosse stata”. (bellezza contemplando-la qual non ha colore)

postato da chiarayorke | 20:53 | commenti (9)